Vajont - Alla ricerca delle radici della memoria
Vajont.

"Un sasso è caduto in un bicchiere d'acqua e l'acqua è traboccata sulla tovaglia. Tutto qui. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri e il sasso era grande come una montagna e di sotto, sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi"

Così commentava Dino Buzzati all'indomani delll' ondata che il 9 ottobre del 1963 travolse Longarone e le sue frazioni.
A distanza di quasi cinquant'anni dalla tragedia, ora che i testimoni diretti non possono più narrarmi la loro storia, io - figlia di superstiti -  percorro quel cammino di recupero della memoria dopo che per anni la paura del ricordo delle persone perdute ne ha ostruito la strada.
E' un cammino che spesso spinge ad entrare nel profondo di noi stessi a farci del male e recuperare dei ricordi che con un senso di autodifesa abbiamo cercato di rimuovere o di seppellire nel profondo.
Ma prima o poi le radici germogliano e portano in superficie i ricordi di quelle storiedel quotidiano passato che raccontano la Storia.

E' un ricordo del ricordo

MdM 2012


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